Micromobilità sul lavoro: come tutelare la sicurezza di chi lavora sulla strada?
Biciclette, e-bike e monopattini sono sempre più utilizzati per gli spostamenti nelle grandi città. Quando però questi strumenti diventano parte dell’attività lavorativa, la strada si trasforma a tutti gli effetti in un luogo di lavoro e introduce nuove esigenze di prevenzione e tutela della salute. È il caso, ad esempio, dei lavoratori impegnati nelle attività di delivery e di logistica urbana, particolarmente diffuse in grandi città quali Milano.
Quali sono i rischi per chi lavora in strada?
Il lavoro svolto attraverso la micromobilità presenta caratteristiche specifiche perché unisce i rischi legati alla mansione a quelli derivanti dall’ambiente esterno. Tra i principali fattori da considerare rientrano l’esposizione ai pericoli della circolazione stradale, le condizioni meteorologiche e ambientali, l’attività fisica prolungata e le posture mantenute durante la guida. A questi si aggiungono il carico psicofisico, lo stress legato ai tempi e alle modalità di lavoro, e l’utilizzo corretto dei DPI - Dispositivi di Protezione Individuale. La valutazione deve quindi tenere conto delle reali condizioni operative, considerando non soltanto la mansione ma anche il contesto in cui viene svolta.
Cosa prevede la normativa sulla sicurezza?
Il D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, adottando le necessarie misure di prevenzione e protezione. Quando l’attività lavorativa si svolge prevalentemente sulla strada, la valutazione dei rischi deve quindi considerare anche i fattori legati alla mobilità e all’ambiente esterno. Il DVR - Documento di Valutazione dei Rischi di un’azienda deve essere costruito considerando le caratteristiche delle mansioni, le modalità di organizzazione del lavoro e i rischi specifici a cui sono esposti i lavoratori. La formazione, l’informazione e l’addestramento contribuiscono inoltre a promuovere comportamenti corretti e maggiore consapevolezza dei rischi.
Qual è il ruolo della Sorveglianza Sanitaria nella micromobilità?
La Sorveglianza Sanitaria permette di integrare la valutazione dei rischi con il monitoraggio dello stato di salute dei lavoratori. Il Medico Competente è la figura professionale di riferimento per valutare le condizioni individuali in relazione alle caratteristiche della mansione, con particolare attenzione agli aspetti ergonomici, allo stress e all’attività fisica prolungata. Questo approccio consente di definire un protocollo sanitario coerente con i rischi specifici e di contribuire alla valutazione dell’idoneità alla mansione, integrando gli aspetti sanitari nella più ampia strategia aziendale di prevenzione.
Cosa può fare SAPRA Medicina del Lavoro?
Quando il luogo di lavoro coincide con le strade della città, la gestione della salute e della sicurezza richiede un approccio capace di adattarsi a contesti dinamici e in continua evoluzione. SAPRA Medicina del Lavoro affianca le aziende nella gestione della Sorveglianza Sanitaria, attraverso una rete di Medici Competenti e Unità Mobili Ambulatoriali in grado di portare il servizio nei più disparati contesti lavorativi. La presenza di una sede operativa a Milano consente inoltre di supportare le imprese di tutto il Nord Italia nella gestione dei programmi di Medicina del Lavoro, integrando monitoraggio sanitario, prevenzione e organizzazione aziendale. Il nostro approccio permette di contribuire alla sicurezza, al benessere del personale e al welfare aziendale, in conformità con gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008.

