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Ipotesi di omicidio colposo plurimo per l'incidente accaduto a Milano

“Ancora si muore nei luoghi di lavoro” per un possibile malfunzionamento dei dispositivi di allarme, che non hanno segnalato la fuoriuscita di monossido di carbonio e azoto.

 

E’ di martedì la notizia che vede coinvolti quattro operai in un incidente sul lavoro, accaduto in una fabbrica di Milano, nell'azienda metalmeccanica Lamina spa di via Rho. Purtroppo nell'incidente hanno perso la vita tre degli operai mentre un quarto è ricoverato in condizioni gravissime.

I sindacati dei metalmeccanici milanesi hanno proclamato due ore di sciopero per domani, venerdì 19 gennaio, per permettere ai lavoratori e ai cittadini di partecipare a una manifestazione che, alle 15.30, partirà da piazza San Babila e raggiungerà la prefettura per chiedere un incontro col prefetto Luciana Lamorgese. 

Purtroppo i numeri dell’Inail parlano chiaro, infatti in Italia, da gennaio a settembre 2017, i morti sul lavoro sono stati 769, ovvero 16 in più rispetto allo stesso periodo del 2016. Milano in tutto ciò si colloca al primo posto per numero di incidenti con il 33% rispetto all’intera regione. Sempre in Lombardia nei primi nove mesi del 2017 gli incidenti mortali sono stati 94 e Milano è in testa con 29 decessi. A fine 2017 il numero dei morti in Lombardia raggiunge la quota di 120, inclusi quelli in itinere. 

Dai Sindacati arriva la proposta di costituzione di una 'task force' per le ispezioni soprattutto nelle aziende, dove i dipendenti fanno lavori considerati più a rischio, composta da carabinieri dei nuclei specializzati, Asl e Inail, oltre all'estensione del "modello del protocollo Expo che, in un cantiere così grande, portò a pochissimi infortuni".

Il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro rimane ancora un “tema caldo” per la nostra società, Christian Gambarelli, segretario generale Fim cisl di Milano metropoli asserisce che - «la sicurezza sul lavoro deve essere la centralità della politica, in particolare in regione Lombardia, locomotiva della nostra Italia». 

Sicuramente l’impegno da parte della politica deve essere ingente, ma anche noi come cittadini, come lavoratori, come titolari di aziende possiamo far sì che certe dinamiche non accadano. Con la collaborazione reciproca che può esserci tra titolare e dipendenti per migliorare quelle che oggi sono le condizioni in molte aziende non ancora a norma.

Il Gruppo SAPRA, già da parecchi anni, lavora con centinaia di professionisti del settore su tutto il territorio nazionale, per migliorare e mettere a norma le aziende presenti in Italia.

Anche i nostri numeri sono positivamente cresciuti, ma solo per far sì che sul territorio gli infortuni diminuiscano.